naturopata
La natura mi ha sempre ispirata, anche da bambina, ma è stato quando ho cominciato a soffrire di attacchi di panico
— inizialmente scambiati per asma — che ho sentito davvero il bisogno di trovare una strada diversa.
Devo dirti la verità: fin da piccola ho avuto una curiosità profonda verso l’essere umano. Ricordo che a dieci, undici anni, andavo in biblioteca a cercare i libri di Freud! E quando ho letto Le vostre zone erronee di Wayne Dyer — forse l’avete letto anche voi? Se no, ve lo consiglio col cuore — qualcosa dentro di me si è mosso. È stato il primo libro che mi ha davvero cambiata, che mi ha fatto sentire che c’era un altro modo di vivere, di pensare, di guarire.
Nel 2007 ho sentito che era arrivato il momento di fare sul serio, di approfondire davvero quel mondo che già da tempo mi stava cambiando dentro. Così, quasi per caso — anche se oggi so che certi incontri non sono mai casuali — ho scoperto la scuola di naturopatia ANEA.
Da quel momento non mi sono più fermata. Ogni corso, ogni esperienza, ogni persona incontrata lungo il cammino è stata come una scintilla, qualcosa che ha acceso dentro di me una curiosità sempre più viva, una sete di conoscenza che ancora oggi non si è placata.
Per me la naturopatia non è solo una professione: è un modo di vivere, di guardare il mondo, di stare con le persone. È prendersi cura con rispetto, con dolcezza, con presenza.
A volte basta poco — un piccolo cambiamento, un nuovo sguardo, una nuova abitudine — per far nascere una trasformazione profonda. Sono quei momenti che mi ricordano, ogni volta, quanto sia potente e prezioso questo lavoro. E quanto sia importante, in un mondo che corre e ci allontana da noi stessi, imparare di nuovo ad ascoltarci. Con amore. Con verità. Con gentilezza.